Dalla pompa di benzina alla spina: scopri come ricaricare la tua auto elettrica in modo semplice e sostenibile. Passare da un motore a combustione a un veicolo elettrico significa adottare un metodo di ricarica più pulito, senza odore di benzina e con un minore impatto ambientale. Mentre siamo abituati a ricaricare dispositivi come smartphone e laptop, la ricarica di un’auto elettrica presenta delle peculiarità. In questo articolo esplorerai tutto ciò che c’è da sapere per ricaricare in modo efficace e conveniente, sia a casa che in viaggio, tra cui le attrezzature indispensabili e i consigli per una ricarica ottimale alle stazioni pubbliche.
Caricatore di bordo: tecnologia chiave per una carica efficiente dell’auto
Prima di iniziare a utilizzare una nuova auto elettrica, è importante familiarizzare con le sue funzionalità, soprattutto per quanto riguarda la carica e la potenza di carica. Perché se si conoscono i componenti principali del sistema e si adatta consapevolmente la propria strategia di ricarica alle esigenze di guida personali, si può prolungare in modo significativo la durata della batteria.
È qui che entra in gioco il caricatore di bordo, noto anche come Onboard Charger (OBC). Come caricatore integrato nell’auto elettrica gestisce sia la comunicazione con le stazioni di ricarica sia la conversione della corrente alternata in corrente continua prima che questa fluisca nella batteria. Quest’ultima è infatti l’unica forma di energia che la batteria può immagazzinare. L’OBC è quindi il collegamento tra la batteria ad alta tensione dell’auto elettrica e la rete elettrica e determina la potenza massima di carica in corrente alternata (AC) disponibile per ciascun veicolo elettrico. Ad esempio, un’auto può essere caricata con la potenza di ricarica AC massima di 22 kW solo se sia la wallbox che il caricatore di bordo del veicolo la supportano.
L’OBC controlla l’intero processo di carica in corrente alternata, regolando la carica dell’auto in base a tensione, intensità di corrente, temperatura e profili di ricarica. Questo rende la ricarica in corrente alternata più lenta rispetto alla carica rapida, ma protegge la batteria nel lungo periodo.
Al contrario, durante la ricarica presso stazioni di carica rapida in corrente continua (DC) l’OBC non interviene, in quanto la corrente continua entra direttamente nella batteria. Il processo è molto più veloce, ma sollecita maggiormente la batteria.
Come caricare l’auto elettrica in modo sicuro e sfruttare al massimo l’infrastruttura di ricarica: scopri i nostri 10 consigli per aumentare l’autonomia e la durata della batteria.
Come si ricarica la macchina elettrica a casa?

Posso ricaricare la mia auto elettrica a casa usando una normale presa di corrente? Questa è probabilmente la domanda più frequente che ci si pone prima di acquistare un’auto elettrica, e la risposta è: sì, in linea di principio è possibile ricaricare un’auto elettrica con una normale presa domestica da 230 volt, ma non è comunque consigliato. Perché? Queste prese con messa a terra sono progettate per un uso domestico, il che significa che possono essere sottoposte alla corrente nominale massima di 16 ampere solo per periodi limitati.
Ricaricare per diverse ore la propria auto elettrica tramite una presa domestica potrebbe provocare un surriscaldamento e, nel peggiore dei casi, persino un incendio. Per evitare che ciò accada e ridurre il rischio, la corrente di carica non dovrebbe superare i 10 ampere. Inoltre, la ricarica lenta comporta perdite energetiche maggiori, ulteriore motivo per cui non è consigliabile utilizzare la presa domestica. In questo caso la soluzione è rappresentata dalla wallbox, una stazione di ricarica progettata specificamente per le auto elettriche.
Quali vantaggi offre la wallbox?
Una stazione di ricarica fissa a casa conviene per diversi motivi: rispetto a una normale presa domestica, la wallbox presenta perdite di carica significativamente inferiori, permette potenze di carica più elevate e dispone generalmente di meccanismi di protezione standardizzati, come il rilevamento integrato di guasti AC o DC, che rendono la carica domestica particolarmente sicura.

Ma procediamo con ordine: come già accennato, le prese domestiche non sono progettate per processi di carica prolungati, e ciò comporta perdite di energia sotto forma di calore. Diversamente, le wallbox sono progettate per correnti di carica stabili ed elevate (11 – 22 kW invece dei 2,3 kW delle prese domestiche) e utilizzano spine di tipo 2 con migliori contatti, garantendo un alto grado di efficacia nella trasmissione di energia.
Inoltre, le wallbox offrono un elevato comfort d’uso:
- Installazione fissa con cavo di carica integrato
- Interfaccia utente semplice, comandabile sia tramite app sia direttamente sul dispositivo
- Selezione manuale o automatica di modalità di ricarica intelligenti, per ricariche più convenienti in combinazione con tariffe elettriche variabili
A seconda del fornitore di energia elettrica e del contratto, ricaricare l’auto elettrica a casa diventa così più comodo ed economico rispetto alle stazioni di ricarica pubbliche.

Chi ricarica la propria auto elettrica con energia verde proveniente dal proprio impianto fotovoltaico sul tetto non lo fa solo nel modo più ecologico, ma anche più conveniente. Le wallbox ottimizzate per il fotovoltaico, come Fronius Wattpilot Flex, sfruttano al meglio il surplus di energia solare, passando automaticamente dalla carica monofase a quella trifase. In questo modo nessun raggio di sole viene sprecato.
Caricare l’auto elettrica con il surplus fotovoltaico è la soluzione più conveniente per i proprietari di veicoli elettrici
INFOBOX
Ricarica monofase o trifase: qual è la differenza?
Le reti elettriche pubbliche e domestiche sono strutturate in modo diverso in tutto il mondo. Si distingue tra reti monofase e trifase. Mentre nelle reti monofase è presente un solo conduttore portatore di corrente, la cosiddetta fase, nelle reti trifase ci sono tre fasi che suddividono il flusso di corrente. A seconda della rete elettrica a cui è collegata la wallbox e della configurazione dell’auto elettrica, la ricarica può avvenire in monofase o trifase. Nella ricarica monofase viene utilizzata una sola fase del collegamento domestico: un unico conduttore trasporta tutta la corrente. Qui il limite massimo è di 16 ampere, corrispondenti a una potenza di ricarica di circa 3,6 kW, quindi l’auto si ricarica più lentamente.
La ricarica trifase permette di ricaricare l’auto molto più velocemente. La wallbox utilizza infatti tutte e tre le fasi contemporaneamente, fornendo potenze di 11 kW o 22 kW. Il carico viene distribuito in modo uniforme sui tre conduttori, rendendo il processo di carica più efficiente e decisamente più rapido. La potenza effettiva di ricarica dipende sempre da tre fattori: la corrente nominale del fusibile che protegge l’alimentazione della wallbox, il caricatore presente a bordo del veicolo e il cavo di carica. La wallbox garantisce che la corrente venga fornita in modo sicuro, regolato e ottimale per il veicolo.
Importante: l’installazione di una wallbox deve sempre essere effettuata da un’azienda specializzata. Quest’ultima risponde del corretto montaggio e si occupa anche di segnalare la stazione di ricarica al gestore della rete elettrica.
Un’eccezione è rappresentata da Fronius Wattpilot Go, che può essere semplicemente collegato a una presa ad alta tensione.
Come ricaricare la macchina elettrica in viaggio: ecco cosa sapere

Come posso trovare rapidamente una colonnina di ricarica disponibile quando sono in viaggio? E quali sono i modi migliori per ricaricare l’auto elettrica velocemente e a basso costo? Chi desidera ricaricare l’auto elettrica dalla rete pubblica, ha fondamentalmente bisogno di due cose: una mappa delle stazioni di ricarica disponibili e un modo per attivare la colonnina di ricarica.
![]() | Un cavo di carica proprio è un accessorio indispensabile. La maggior parte dei punti di ricarica AC pubblici non dispone di un cavo fisso collegato. Le stazioni di ricarica rapida DC, invece, utilizzano per motivi di sicurezza un cavo fisso con doppio connettore, data l’elevata potenza erogata. |
![]() | La buona notizia è che quasi tutti i veicoli elettrici dispongono di entrambe le tipologie di spina in un’unica presa combinata, il tipo 2 per la carica standard e il CCS per la carica rapida, permettendo così di utilizzare le due spine di carica più diffuse al mondo. In tutta Europa, tutti i veicoli possono essere ricaricati presso colonnine AC tramite la spina tipo 2 standard. |
Le auto elettriche possono essere collegate sia con i cavi di carica di tipo 2 che con quelli CCS.
I prezzi per kWh alle colonnine pubbliche variano spesso notevolmente, per questo molti conducenti di auto elettriche utilizzano più carte di ricarica o app per confrontare facilmente i costi. Alcuni preferiscono affidarsi a un solo fornitore, perché è più semplice e garantisce una buona copertura in tutta Europa.
Chi viaggia spesso e ricarica principalmente fuori casa dovrebbe considerare un abbonamento con canone fisso, che spesso offre tariffe per kWh più convenienti e accesso a una rete di colonnine più ampia. Il cosiddetto “roaming” permette di ricaricare alle colonnine di altri operatori utilizzando la carta di ricarica di un singolo fornitore.
Tre modi per avviare una colonnina di ricarica
Controllo tramite app:
seleziona “Ricarica ora” nell’app, individua la colonnina tramite il numero, eventualmente sblocca la stazione e collega il cavo.
Carta di ricarica:
avvicina la carta, attendi l’autorizzazione e collega il cavo.
Ricarica ad hoc:
scansiona il codice QR, apri il sito o l’app e avvia subito la ricarica; il pagamento avviene di solito con carta di credito.

Per la funzione “Autocharge” è necessario un profilo cliente registrato presso il rispettivo fornitore, che offre un modo pratico di ricaricare, spesso disponibile nei grandi parchi di ricarica: l’auto si ricarica automaticamente non appena viene riconosciuta, senza bisogno di app o carte. Un’altra opzione di ricarica sicura senza carta o app è “Plug & Charge“: in questo caso, l’auto elettrica si identifica automaticamente alla colonnina tramite un certificato di sicurezza digitale. Dopo aver collegato il cavo, avviene una comunicazione criptata tra veicolo, colonnina e fornitore di energia, che permette di avviare automaticamente sia la ricarica sia la fatturazione. Queste funzioni, tuttavia, sono ancora supportate da pochissime auto elettriche.
Qualunque sia la modalità scelta, conviene sempre confrontare i prezzi: le app di ricarica moderne mostrano la colonnina di ricarica libera più vicina, con la distanza, la disponibilità e il costo attuale per kWh. Nell’app è possibile vedere immediatamente se un punto di ricarica è disponibile e di che tipo di stazione di ricarica si tratta:
Stazione di ricarica AC
Le colonnine AC sono le stazioni di ricarica più diffuse: queste caricano con corrente alternata, quindi la ricarica è più lenta, ma facilmente pianificabile e calcolabile. Il tempo di ricarica dipende dalla quantità di energia necessaria e dalla potenza di carica della colonnina/stazione di ricarica:
Energia : Potenza = Tempo
Un esempio: una colonnina AC eroga 11 kW e l’auto ha una batteria da 60 kWh; in questo caso, una ricarica completa richiede circa 5,5 ore.
Il fattore tempo distingue la ricarica di un’auto elettrica dalla breve “sosta al distributore” con un’auto a motore a combustione. Tuttavia, chi pianifica correttamente la ricarica può sfruttare il tempo necessario durante l’orario di lavoro, per commissioni, allenamenti o una pausa caffè. La posizione desiderata della stazione di ricarica, ad esempio vicino a un centro commerciale, può essere selezionata direttamente nelle app di ricarica.

| In tutta Europa, tutte le auto elettriche possono essere ricaricate presso colonnine AC utilizzando la spina standard di tipo 2 . Per farlo, è necessario portare con sé il cavo appropriato (cavo di ricarica tipo 2), che diventa quindi un compagno fisso nel bagagliaio. Alcuni fornitori applicano una tariffa di blocco durante il giorno dopo circa quattro ore, per evitare che le postazioni di ricarica vengano occupate inutilmente o usate come parcheggi. |
Stazione di ricarica rapida (DC)
Per la carica rapida è necessaria un po’ di preparazione, perché la batteria non dovrebbe essere né troppo calda né troppo fredda. Le batterie agli ioni di litio possono essere caricate ad alte potenze, da 150 a 300 kW, solo se sono alla temperatura ottimale. A questo scopo serve il precondizionamento della batteria. Questa funzione garantisce che la batteria dell’auto elettrica raggiunga il range di temperatura ottimale tra 25 e 40 °C prima di arrivare alla stazione di ricarica, necessario per ottenere la massima potenza di carica rapida. A seconda della temperatura esterna, la batteria dell’auto elettrica viene raffreddata o riscaldata. Molte auto elettriche avviano automaticamente questa funzione non appena nel navigatore viene impostata una stazione di ricarica rapida come destinazione, mentre altre offrono impostazioni manuali. Le auto elettriche più economiche spesso non dispongono di questa funzione.
![]() | Le stazioni di ricarica rapida sono più costose, ma molto più veloci. La potenza di carica effettiva dipende tuttavia dalla cosiddetta curva di carica: quando la batteria è quasi scarica e ben temperata, può assorbire molta energia, con un forte aumento della potenza di carica. Tuttavia, non appena lo stato di carica raggiunge circa il 50-70%, il sistema di gestione della batteria riduce automaticamente la potenza per proteggere la batteria e aumentarne la durata. Per questo è più efficiente arrivare al sistema di ricarica rapida con poca carica e interrompere la ricarica tra il 70 e l’80%. Infatti, mentre all’inizio della ricarica sono possibili circa 170 kW, verso la fine la potenza scende spesso a soli 30 kW, causando una perdita di tempo inutile. |
| È l’auto a determinare la potenza di carica, non la colonnina Durante la ricarica, un’auto elettrica assorbe sempre solo la propria potenza massima (ad esempio 70 kW), proteggendosi così da un’eventuale sovraccarica presso stazioni di ricarica rapida con potenze più elevate (ad esempio 350 kW). Questo è possibile grazie a diversi meccanismi di protezione, tra cui il limite di corrente e i limiti di tensione. Le stazioni di ricarica rapida richiedono un collegamento con una spina CCS. Questi cavi sono fissi presso le stazioni, quindi non è necessario portarne uno proprio. |
Conclusione: quali sono le modalità di ricarica per la mia auto elettrica a casa e in viaggio?
Con le conoscenze giuste, ricaricare un’auto elettrica è semplice, sicuro ed efficiente, sia a casa che in viaggio. Allo stesso tempo, con il passaggio dai motori a combustione cambia anche il comportamento di guida e ricarica: la ricarica non è più solo una “sosta di rifornimento”, ma può essere integrata in modo intelligente nella vita quotidiana, ad esempio durante le pause, mentre si fa shopping o sul posto di lavoro. Chi conosce le nozioni tecniche di base, utilizza una wallbox adeguata e adatta consapevolmente la propria strategia di ricarica alle esigenze di guida personali, beneficia di costi più bassi, maggiore comfort e una durata più lunga della batteria. In particolare, la ricarica AC lenta, le modalità di ricarica intelligenti e l’utilizzo di energia in eccesso da impianti fotovoltaici rendono la ricarica delle auto elettriche sostenibile ed economica. Questo rende la mobilità elettrica non solo adatta all’uso quotidiano, ma anche flessibile, lungimirante e a prova di futuro.
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