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Blackout elettrici: cosa succede quando l’energia si interrompe

Blackout

Accendere la luce o caricare il cellulare: lo diamo tutti per scontato. Ma cosa succede se l’energia viene a mancare all’improvviso e da un momento all’altro le prese di corrente non sono più utilizzabili? In questo articolo forniamo alcuni chiarimenti sul tema dei blackout.

Che cos’è un blackout?

Reazione di cortocircuito: in un’abitazione può verificarsi improvvisamente un cortocircuito, ad esempio a causa di componenti difettosi, isolamenti fragili o danni causati dall’acqua. Questa interruzione di corrente locale o domestica è di solito di breve durata e gli eventuali danni possono essere riparati in tempi relativamente brevi.

Un blackout si verifica invece quando l’alimentazione elettrica viene a mancare in vaste aree di città, Paesi o addirittura continenti interi. Si tratta di un blocco permanente della corrente, delle infrastrutture e delle forniture, sia per le famiglie che per il settore pubblico.

Le conseguenze possono essere avvertite da tutti. Non c’è luce, riscaldamento o raffreddamento, non funzionano né i PC, né Internet, né i telefoni cellulari, e i bancomat e i registratori di cassa sono fuori uso. Anche l’approvvigionamento idrico e lo smaltimento delle acque reflue sono interessati, a seconda del sistema e della durata del blackout. Si verificano guasti all’illuminazione stradale, ai semafori, agli ascensori e molto altro ancora. Con l’assenza di tutti i sistemi alimentati elettricamente, la vita pubblica si ferma rapidamente.

Black, ma non sempre blackout

Importante: sebbene i concetti di interruzione di corrente e blackout siano spesso utilizzati in modo intercambiabile, si differenziano principalmente per l’entità, la durata e le conseguenze.
Le interruzioni di corrente possono durare anche diverse ore, soprattutto in seguito a forti temporali, ma l’interruzione dell’alimentazione di rete per un periodo di tempo limitato interessa “solo” alcuni quartieri o aree locali; in questi casi la rete elettrica, pur con qualche disservizio, rimane sostanzialmente integra e sotto controllo. Un esempio è il guasto di un trasformatore in un determinato quartiere.

In caso di blackout, invece, è un evento ben più esteso e complesso. Non riguarda solo l’interruzione della fornitura elettrica su un’ampia area geografica, ma richiede anche procedure articolate per riportare la rete in funzione. Tra queste rientrano l’attivazione di centrali in grado di effettuare un black start e la creazione coordinata di sottoreti autonome. Un’interruzione prolungata e diffusa in tutta l’Italia, causata da un effetto domino nella rete elettrica europea, sarebbe un blackout.

Ecco un breve confronto:
CaratteristicheInterruzione di correnteBlackout
EstensioneLocale o regionaleNazionale o continentale
DurataDa pochi minuti a qualche oraDa ore a giorni o più
CauseDifetti tecnici, manutenzione, tempesteGuasti del sistema, sovraccarico della rete, attacchi informatici, disastri naturali
ConseguenzeImpatto limitatoBlocco massiccio di infrastrutture e forniture
Stabilità della reteSostanzialmente intattaCompletamente collassata
RipristinoPossibile in tempi relativamente brevi tramite il gestore della retePossibile solo con una ricostruzione complessa e spesso decentralizzata
EsempioGuasto al trasformatore in un quartiereEffetto domino nella rete elettrica europea

Come si verifica un blackout?

Il 28 aprile 2025, in Spagna si è verificato un blackout di 18 ore che ha colpito 50 milioni di persone in Catalogna, Valencia e Andalusia; anche in Francia, Germania e Italia si sono verificate brevi interruzioni di corrente. Il motivo è stato quindi indagato meticolosamente. Sono state identificate diverse cause tecniche e sistemiche che, insieme, hanno portato al blackout: sovratensione nella rete elettrica, perdita di stabilità e controllo della rete, fragilità dell’interconnessione e problema di sincronizzazione con la Francia, Paese vicino collegato alla rete, ed errori operativi.

Raramente un blackout può essere attribuito a una sola causa; l’interazione di diversi fattori rende la ragione del guasto tanto complessa quanto le sue conseguenze.

I disastri naturali e le condizioni meteorologiche estreme mettono sempre più sotto pressione le infrastrutture elettriche esistenti, ma possono addirittura distruggerle: le frane possono sradicare i tralicci dell’elettricità, nevicate intense possono far collassare i cavi. In queste condizioni, gli interventi di riparazione sono particolarmente pericolosi e richiedono molto tempo.
Le ondate di calore estremo, rappresentano un’altra minaccia: possono generare picchi improvvisi nella domanda di energia, creando squilibri tra produzione e consumo e portando la rete oltre i propri limiti. Anche la riduzione improvvisa della produzione da fonti rinnovabili, ad esempio in caso di maltempo, contribuisce all’instabilità della rete elettrica. In questo caso sono necessarie opzioni di regolazione della rete flessibili ed efficienti.

Inoltre, l’integrazione delle energie rinnovabili rappresenta un’ulteriore sfida, poiché queste sono spesso prodotte in modo decentralizzato e dipendono dalle condizioni meteorologiche. Questo complica le previsioni di produzione e alimentazione, nonché il controllo dei flussi di elettricità. Tuttavia, i vantaggi delle energie rinnovabili superano chiaramente i rischi, soprattutto nell’era del cambiamento climatico.

Come tutti i sistemi complessi, anche i sistemi di alimentazione sovraregionali sono soggetti a guasti: da un lato a causa di difetti tecnici (danni alle turbine, usura dei materiali, guasti di commutazione), dall’altro a causa di errori umani, ad esempio nel funzionamento o nella manutenzione. Tali guasti possono avere conseguenze enormi che vanno ben oltre il punto di origine, poiché i diversi componenti, sistemi o regioni di una rete elettrica sono interdipendenti.

Gli hacker possono causare danni significativi con attacchi informatici mirati ai sistemi di controllo delle reti o delle centrali elettriche. Questi non solo causano interruzioni di corrente immediate e persino blackout, ma anche guasti hardware e strutturali a lungo termine, difficili da identificare o da correggere. È quindi importante prestare attenzione non solo alla robustezza dei componenti del sistema, ma anche alla sicurezza dell’infrastruttura energetica e alla protezione dei dati in particolare.

Alimentazione elettrica in Europa

Possiamo immaginare la rete elettrica europea come una rete stradale molto ramificata, in cui la corrente cerca sempre il percorso più facile dal produttore al consumatore scegliendo sempre il percorso più semplice, proprio come un’auto che percorre autostrade o strade secondarie. La frequenza normale con cui la corrente passa attraverso le linee elettriche è esattamente di 50 hertz. I problemi sorgono quando questa frequenza è disturbata, ad esempio quando viene prelevata troppa corrente dalla rete invece di essere fornita. In queste condizioni l’equilibrio si rompe e possono verificarsi guasti.

Se piccole oscillazioni della frequenza – nell’intervallo tra 49,8 e 50,2 Hz – sono gestibili e vengono compensate senza difficoltà, gli squilibri più grandi possono talvolta causare il collasso della rete: in questi casi, gli operatori del sistema di trasmissione cercano di adottare contromisure e di stabilizzare il sistema in tempo utile. In Europa, il flusso di corrente è regolato da 44 operatori strettamente coordinati tra loro: le reti nazionali, infatti, non funzionano come sistemi isolati.

Le contromisure per correggere i guasti in un punto possono portare a effetti a cascata in altri, cioè possono provocare una reazione a catena. Pertanto, per motivi di sicurezza, a partire da frequenze di 51,5 o 47,5 hertz vengono attivati spegnimenti controllati. In questo modo si evitano gravi danni hardware ai sistemi elettrici. La rete elettrica viene così disalimentata. A differenza dell’interruzione di energia incontrollata e non pianificata, cioè il blackout, questa interruzione controllata è chiamata brownout. Dopo un brownout, la rete elettrica può essere riavviata solo lentamente e gradualmente, ma il danno da riparare è molto minore rispetto a un blackout.

La sicurezza inizia con una buona pianificazione

Una cosa è chiara: nessuno vuole trovarsi a vivere un blackout. Con la giusta preparazione, tuttavia, l’incertezza può trasformarsi in sicurezza. Questo vale per Stati e Comuni, ma soprattutto per ogni singola famiglia. Numerose liste di controllo per i blackout forniscono preziosi suggerimenti su come preparare al meglio la casa – e sé stessi, naturalmente – in caso di emergenza. Le soluzioni energetiche sofisticate giocano un ruolo fondamentale e garantiscono continuità di alimentazione e proteggono l’abitazione anche quando la rete improvvisamente si spegne. In questo articolo ti sveliamo quali sono i veri alleati su cui poter contare quando l’energia viene a mancare.

Foto di Karin Fischer
Karin Fischer

… è appassionata di energie rinnovabili e comunità energetiche. Scrive dell'uso intelligente dell'energia solare e dell'intelligenza artificiale per ottimizzare il consumo energetico in tutti gli ambiti della vita, sfatando i miti comuni sul fotovoltaico e la mobilità elettrica.

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